Paradossalmente, all'interno dei servizi, le uniche differenze tra chi ha il titolo e chi non ce l'ha è unicamente nel livello contrattuale e conseguentemente in quello retributivo. Nel settore delicatissimo della tutela del minore, la "sanatoria" dei senza titolo. Il tema è però complesso, e l’anomalia va ricercata nella Legge Lorenzin che non ha previsto modalità per conciliare le situazioni professionali pregresse, dovute a un panorama formativo non certo omogeneo e coerente, a carenza di professionisti qualificati, e a corsi di laurea a numero chiuso nonostante un’esuberante richiesta sul mercato del lavoro. [2] Una simile distinzione potrebbe essere pensata anche per educatori motori (laurea in scienze motorie) e fisiokinesiterapisti. UDINE. Stavo dimenticando una cosa importante. Chi sostiene l’inutilità dell’intervento lo fa alla luce comma 599 della precedente legge di bilancio, che riporto integralmente in nota[3]. Perciò gli enti che credono di risparmiare, è meglio cambino lavoro, perché non sanno fare i conti. Cosi come non è riuscito negli anni l'Ente pubblico dal momento che i corsi di formazione erano a numero chiuso e tale numero era di molto inferiore alla richiesta e necessità del settore. Eppure un risparmio c’è, eccome. Il famoso comma 275 (ora comma 517 della legge di bilancio 2019) consente agli educatori professionali socio pedagogici di operare all’interno di presìdi socio assistenziale e socio sanitari limitatamente agli aspetti socio-educativi, cioè non riabilitativi, e scardina l’automatismo per il quale la sola firma del progetto educativo all’interno del socio sanitario configuri un abuso di professione. Nella legge di bilancio 2019 abbiamo avuto la "sorpresa" del comma 283-bis e quater. [3] “599. Anzi alle origini del DDL Iori-Binetti[5], c’era anche l’auspicio di massima semplificazione nel caso in cui un profilo di educatore avesse voluto acquisire anche l’altro profilo. È vero che è stato attaccato in particolare dalle associazioni di alcune professioni sanitarie. Con una petizione diffusa sulweb e rivolta ai consiglieri regionali dell’Emilia Romagna, all’Università e alla Lega delle Cooperative, gli Educatori Uniti Contro i Tagli danno inizio ad una mobilitazione che, dicono, non si fermerà finchè la sanatoria non verrà approvata. Per iscriversi al corso bisogna avere uno dei seguenti requisiti: *Massimiliano Malè, pedagogista, è Direttore dei Servizi della Coop. Invece, la lettura del 594 combinata con la legge Lorenzin non lascia scampo agli educatori professionali socio pedagogici, che dopo anni di onorato servizio, rischiano di incorrere in uno dei tanti paradossi kafkiani nostrani: operando nei presidi socio sanitari possono incorrere nel reato di abuso di professione… di professione educativa (SIC!). Ammissibilità di una procedura di sanatoria per piccoli ampliamenti abusivi realizzati prima del 1967 9. Un cittadino esegue esegue lavori edilizi per rinnovare i servizi igienici nella propria abitazione senza alcun titolo abilitativo (CILA). Vero è che nel DDL le due figure sono distinte (del resto lo stato di fatto è questo). Questa petizione aveva 29 sostenitori. Non è chiaro se sia stata la solita “manina”, se è una semplificazione, oppure un vero e proprio disegno ordito da chissà quali lobbi complottiste - prego il lettore di notare l’ironia -, fatto sta che se tutto si fosse fermato al comma 594, gli enti gestori del socio sanitario, avrebbero avuto ben poco di cui preoccuparsi. Chiedono una sanatoria che regolarizzi, una volta per tutte, il ruolo degli educatori senza titolo. L'obiettivo è ambizioso: arrivare nel triennio di applicazione della legge Iori (2019-2021) a riqualificare i quasi duemila educatori privi di titolo operanti nel settore in Friuli Venezia Giulia. Un risparmio sulla collettività: evitare un secondo caso esodati, oppure che si inventi un surrettizio e oneroso sistema di riqualifica a spese di qualcuno o della comunità è in effetti un risparmio per tutti. L’errore sarebbe considerare ciò come un punto d’arrivo. [5] Atti Parlamentari n.2656-3247-A, pag. Queste figure professionali, svolgono le mansioni degli “Educatori Professionali” dai quali differiscono non per funzioni ma per livello di inquadramento contrattuale. Nelle oltre quattrocento strutture comunitarie a carattere residenziale per pazienti portatori di handicap psico fisico, operano, per la stragrande maggioranza, “ Educatori senza titolo”. Anche alla luce del 599, l’ente gestore dovrebbe comunque assumere, ai fini della soddisfazione di requisiti di accreditamento, tanti educatori professionali, pari al numero di educatori senza qualifica e “conservati” secondo quel comma[4], che pare nato per scoraggiare il licenziamento dell’operatore, piuttosto che come deroga o sanatoria per carenza del titolo. Non voglio farti preoccupare, molte difformità possono essere sanate, cioè regolarizzate, convertendo il reato in una sanzione pecuniaria. Riguarda, infatti, non solo stranieri ma anche cittadini italiani. By joining, or logging in via Facebook, you accept Change.org’s Terms of Service and Privacy Policy. https://www.change.org/p/sanatoria-per-gli-educatori-senza-titolo?recruiter=false&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition, This site is protected by reCAPTCHA and the Google. Concorsi educatori e operatori: inoltro domande a settembre Bandi di concorso pubblico destinati a educatori-educatrici asilo nido e a operatori educativi OEPA da inserire nelle sedi scolastiche. Forse qualcuno potrebbe pensare che l’educatore socio pedagogico rappresenti un risparmio per le casse degli enti. Un rinculo imprevisto e doloroso. "Senza titolo" dal 2017 cura Scegli il Contemporaneo, un progetto culturale continuativo che ha l'obiettivo di facilitare la fruizione del contemporaneo a Roma, mettendo in relazione musei, mostre, opere, architetture, luoghi e progetti, a partire da un tema. È per questo necessario che l’educatore socio pedagogico sia iscritto in una sezione ad hoc dell’albo? In relazione alla sanatoria Ater riservata a quanti hanno occupato senza titolo un alloggio di E.R.P. In alcuni frangenti, per piccole difformità, potrebbe essere sufficiente anche solo presentare una CILA in sanatoria, pratica leggermente più semplice e meno onerosa della SCIA. In questo caso il problema viene scaricato sull’ente gestore in regime di accreditamento, che in genere rendiconta le qualifiche e non le attività. 5. In conclusione per quanto concerne la questione degli educatori professionali il comma 517 della legge di bilancio 2019 ha da un alto rasserenato un grande numero di educatori professionali socio pedagogici che potranno continuare a operare nel socio sanitario, scongiurando altresì di mettere in ginocchio il sistema dei servizi socio sanitari accreditati e ha messo i presupposti per avviare un iter di unificazione sotto un medesimo collegio e albo di due profili professionali che hanno nella visione educativa la cifra del loro operare. Nikolajewka ONLUS e Consigliere Regionale e Nazionale di Federsolidarietà-Confcooperative. Ciò al fine di salvaguardare le persone che attualmente svolgono il lavoro di pedagogista, pur in possesso di altro titolo. Nessuno invece cita che finalmente dopo quasi un ventennio viene finalmente sanata un’altra situazione kafkiana, tramite il comma 283-quarter (comma 539 della legge di bilancio approvata), che riguarda l’aberrante posizione professionale di migliaia di educatori professionali che si sono diplomati nel periodo contumacia normativa a seguito delle previsioni del D.Lgs.502/92. Questo al contrario è solo il punto di partenza per riformulare le competenze e i contenuti formativi necessari all’educatore professionale per operare in modo efficace nei diversissimi settori del mondo socio assistenziale, socio sanitario e sanitario. 8. Letto in questa prospettiva quindi il comma 517 della legge di bilancio 2019 semplifica ulteriormente il processo di avvicinamento delle due figure. Per gli stranieri disoccupati prevista, inoltre, la possibilità di regolarizzare il soggiorno in Italia richiedendo un permesso di sei mesi EDUCATORI SENZA TITOLO: CONTINUA LA CAMPAGNA USB PER LA SANATORIA E LA FORMAZIONE GRATUITA Nazionale, 06/02/2019 Dopo le interlocuzioni al Senato con la presidente della commissione lavoro, oggi USB ha incontrato la deputata Marialucia Lorefice del M5S, presidente della commissione affari sociali della Camera, per esporre le giuste ragioni degli educatori senza titolo, … Il primo è un dato: coloro che operano nei servizi come educatori professionali si contano con cifre a 5 zeri, quindi non si tratta di una sacca residuale di operatori; il secondo è che il provvedimento doveva avviare un percorso di unificazione delle due figure. I soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, hanno svolto l'attivita' di educatore per un periodo minimo di dodici mesi, anche non continuativi, documentata mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell'interessato ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, possono continuare ad esercitare detta attivita'; per tali soggetti, il mancato possesso della qualifica di educatore professionale socio-pedagogico o di educatore professionale socio-sanitario non puo' costituire, direttamente o indirettamente, motivo per la risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro in corso alla data di entrata in vigore della presente legge ne' per la loro modifica, anche di ambito, in senso sfavorevole al lavoratore.” Legge 205/17. Non so rispondere, in termini generali, ma se questo portasse a una visione unitaria della o delle figure dell’educatore professionale non ci sarebbe nulla da eccepire. 3 del DDL S. 2443. Il Comune ha risposto che gli interventi dichiarati dal cittadino rientrano tra quelli di “Edilizia Libera” quindi non necessitano di una pratica edilizia CILA. Dice poco. Buongiorno, sono un educatore senza titolo, sono attualmente iscritta ad un corso da 60 CFU presso un’ università on-line per l’anno accademico 2020/2021. In sintesi il DDL Iori aveva definito due profili che trovavano un punto di contatto proprio nel socio sanitario, l’educatore professionale socio pedagogico si muoveva dal socio assistenziale fino al socio sanitario, mentre l’educatore socio sanitario, dal socio sanitario al sanitario. Con l’approvazione della Legge Iorila professione di educatore professionale pedagogista viene per la prima volta tutelata e riconosciuta e l’obiettivo è non solo riconoscere il ruolo fondamentale degli educatori in ambito sociale, pedagogico e sanitario, ma anche accrescere la qualità delle relazioni e prevenire i cas… La "sanatoria" degli educatori. Corso per educatore professionale. “O quasi”, perché si potrebbe dire che nella sostanza dicono la stessa cosa se non fosse per una parola. Il 2018 ci consegna novità importanti per Educatori e Pedagogisti: il riconoscimento delle professioni pedagogiche Legge di Bilancio, LEGGE 205/2017 – Commi 594-595-596-597-598-599-600-601. Infatti, nei commi 598 e 599 ciò che è previsto per gli educatori avrà valore anche per i pedagogisti. Si potrebbe persino avanzare che i due profili sono quasi identici, fanno le stesse cose, con gli stessi strumenti - pedagogici -, salvo che gli uni possono effettuare trattamenti riabilitativi e gli altri no. sanatoria per gli Educatori senza Titolo. Saranno tre gli anni della sanatoria che consentirà ai non laureati di regolarizzare la propria posizione e di conseguire la qualifica di educatore professionale socio-pedagogico. L’ormai passata legge di bilancio 205/17, attraverso il comma 594 e successivi, cerca in qualche modo di riassumere un disegno di legge noto come Iori-Binetti, DDL S 2443, dove si definiva la figura dell’educatore professionale secondo due declinazioni, quello socio pedagogico e quello socio sanitario.